28/01/2012

Esame di coscienza sui vizi capitali

http://www.donboscoland.it/articoli/articolo.php?id=128751

Preparati alla confessione possibilmente a scadenze regolari e non troppo lontane nel tempo, in un clima di preghiera, proponendoti un esame di coscienza sotto lo sguardo di Dio, eventualmente verificandoti con chi possa aiutarti a camminare più speditamente nella via del Signore. “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”(2 Cor 5,20).

Schema tratto dalla penitenziale per i giovani in San Pietro alla presenza di Benedetto XVI
 
          Perdona Signore i nostri peccati di SUPERBIA: le azioni che cercano solo la lode e l'approvazione della gente, l'ambizione, la ricerca di potere e di notorietà.
Perdonaci per quando parliamo, diamo consigli, studiamo, lavoriamo, facciamo il bene solo in funzione di ciò che ne penseranno gli altri e per catturare la stima altrui.
Perdonaci per quando esibiamo con vanità la bellezza fisica e le qualità dateci da Dio.
Perdonaci per l'arroganza che nasce dalla superbia, per il desiderio di non dipendere da nessuno, e nemmeno da Dio, per il vittimismo con cui sappiamo darci sempre una giustificazione.
Rendici umili. L'umiltà è la virtù che elimina tutte le passioni perché in essa noi ci rendiamo disponibili ad essere aiutati da Dio.

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Il ramo da riattaccare

Buddha fu un giorno minacciato di morte da un bandito chiamato Angulimal. «Sii buono ed esaudisci il mio ultimo desiderio», disse Buddha. «Taglia un ramo di quell'albero». Con un colpo solo di spada l'altro eseguì quanto richiesto, poi domandò: «E ora che cosa devo fare?». «Rimettilo a posto» ordinò Buddha. Il bandito rise. «Sei proprio matto se pensi che sia possibile una cosa del genere». «Invece il matto sei tu, che ti ritieni potente perché sei capace di far del male e distruggere. Quella è roba da bambini. La vera forza sta nel creare e risanare».

(Racconto buddista)

24/01/2012

Come rendere Gesù ”contemporaneo” dei ragazzi?

don-armando-matteo.jpgGesù è “contemporaneo” dei ragazzi? Lo abbiamo chiesto a don Armando Matteo, docente di teologia fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana, tra i relatori dell’omonimo evento internazionale che si svolgerà a Roma, dal 9 all’11 febbraio, per iniziativa del Comitato Cei per il progetto culturale (Dossier SIR sull’evento: clicca qui).

I giovani di oggi sono “più vicini” o “più lontani” da Gesù?

“Se facciamo riferimento ai dati delle indagini più recenti, bisogna riconoscere che nei giovani tra i 20 e i 30 anni esiste, in generale, un atteggiamento di estraneità alla fede cristiana. Ciò non esclude, tuttavia – come si può riscontrare nelle nostre associazioni ecclesiali – che ci sia una percentuale significativa di giovani con un forte slancio verso la fede cristiana, vissuta all’insegna della centralità del Vangelo e della preghiera, anche se si tratta di un numero che tende a diminuire. Ciò che accomuna, comunque, tutti i giovani – come ci dice anche l’analisi del Papa – è il fatto che in loro sia presente un’inquietudine molto profonda per come è strutturata la società di oggi, in cui c’è poca speranza, manca il futuro: in questo, c’è una certa contemporaneità con Gesù, preoccupato di rivolgere uno sguardo di maggiore attenzione soprattutto a chi è povero e sfortunato. E tra i ‘nuovi poveri’, oggi, sicuramente bisogna aggiungere i giovani”.

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23/01/2012

Marcelo Rossi: il prete cantante infiamma il Brasile

di Andrea Galli, Avvenire, 22.1.12

Mancano ancora parecchie rifiniture, però la croce di 42 metri è già arrivata, il palco con l’altare sovrastato dall’immagine di Maria è sistemato. E la gente arriva alla spicciolata, inginocchiandosi nei 6000 metri quadrati di questa oasi di pace nella periferia sud di San Paolo. Si tratta del santuario Theotokos o Mãe de Deus, inaugurato lo scorso dicembre dopo quasi cinque anni di lavori. Un’arena capace di ospitare fino a centomila persona, un immenso spazio senza colonne e coperto da un tetto progettato dall’architetto Ruy Ohtake.

È la più grande chiesa cattolica del Brasile e dell’intero continente sudamericano. E il segno tangibile del successo che accompagna il sacerdote che l’ha voluta e realizzata, raccogliendo donazioni e investendoci i proventi dei suoi prodotti discografici ed editoriali: padre Marcelo Rossi. 44 anni, un metro e 94 di altezza, stazza da atleta e sguardo soave, padre Marcelo è la figura di punta del rinnovamento carismatico cattolico in Brasile, colui che è stato in grado di richiamare 3 milioni di persone all’autodromo di San Paolo nel 2008, in un raduno all’insegna di musica e preghiera che ha visto sfilare Ivete Sangalo, Claudia Leite e altre stelle della musica leggera del Paese. Dal 1998 a oggi ha ottenuto con i suoi album 12 dischi di platino (riconoscimento assegnato quando le copie vendute superano il milione) e il suo ultimo Agape è stato di gran lunga il bestseller del 2011, raggiungendo picchi di vendita toccati in passato solo da Coelho.
Questo figlio carismatico, in senso letterale, di una coppia della media borghesia paulista, si allontana dalla Chiesa nell’adolescenza, dedicandosi allo sport e ottenendo alla fine degli studi il diploma di insegnante di educazione fisica. A 21 anni, turbato da una serie di lutti in famiglia, meditando sulle vanità delle vita, si riaccosta ai sacramenti, matura la vocazione al sacerdozio, entra in seminario e viene ordinato nel 1994. Inizia presto a farsi notare per le sue le sue omelie, la capacità di coinvolgere i fedeli e di tenere la scena nella sua parrocchia della diocesi di Santo Amaro. Sale alla ribalta in occasione di un meeting che organizza dal titolo «Sono felice di essere cattolico», a cui partecipano 70mila persone. Da lì è un crescendo. Nel 1998 esordisce come cantante e incide Musica per lodare il Signore, che vende 4 milioni di copie, seguito a ruota dall’album Un regalo per Gesù.

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22/01/2012

L'oratorio di Don Bosco

http://www.donboscoland.it/articoli/articolo.php?id=2090

L'Oratorio non risulta soltanto un punto di riferimento importante all'interno dell'esperienza del Santo e della sua grande Famiglia: è stata un'opera che, per il suo vitale innerva­mento nella realtà ecclesiale e sociale torinese (poi anche na­zionale, europea e mondiale)... ha inciso in modo significativo sui processi storici, sulla pras­si pastorale, sulla mentalità e la cultura popolare. In partico­lare l'Oratorio di Don Bosco è...

L'Oratorio festivo è ritenuto da Don Bosco l'esperienza pri­mordiale e carismatica, nucleo ispiratore e radice insopprimibile di tutte le realizzazioni successive; riferimento obbligatorio per le istituzioni religiose e educative da lui avviate.

Ma l'Oratorio non risulta soltanto un punto di riferimento importante all'interno dell'esperienza del Santo e della sua grande Famiglia: è stata un'opera che, per il suo vitale innerva­mento nella realtà ecclesiale e sociale torinese (poi anche na­zionale, europea e mondiale), come e insieme ad altre iniziative, ha inciso in modo significativo sui processi storici, sulla pras­si pastorale, sulla mentalità e la cultura popolare. In partico­lare l'Oratorio di Don Bosco è legato indiscutibilmente alla sto­ria sociale e religiosa della nostra città.

Gli spunti che ci vengono dal sacerdote torinese, dalle sue proposte di soluzione agli inediti problemi educativi, pastorali e sociali posti dalla gioventù povera e abbandonata del suo tempo sono fortemente stimolanti per chi deve affrontare, pur in un al­tro contesto storico e culturale, sfide analoghe e diversissime.

La nostra rievocazione intende unicamente offrire le grandi linee del costruirsi ed evolversi dell' esperienza oratoriana di Don Bosco e focalizzare alcuni aspetti qualificanti del suo pro­getto, senza la minima pretesa di esaurire un argomento sul quale si sono cimentati storici, pedagogisti e pastoralisti.

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21/01/2012

Ragazzi, in Rete... senza rete

Le tecnologie sono territorio degli adolescenti. Ne sanno più degli adulti e spesso sfuggono al loro controllo. Qualche possibilità di mettere un filtro, anche gratuito, però esiste.

Da Famiglia Cristiana del 12/01/2012

Che i figli adolescenti conoscano Internet e le nuove tecnologie meglio dei loro adulti di riferimento è ormai un dato di fatto. Ma a proposito della distanza che separa le generazioni, i figli sono più consapevoli dei genitori e a volte ne approfittano. Non solo i ragazzi cosiddetti “nativi digitali” hanno cose da insegnare agli adulti ma, per contrappasso, gli adulti rischiano di perdere su questo fronte una parte del controllo nel ruolo educativo. Stando ai risultati del Norton Online Family Report, diffuso da Symantec, infatti, solo l’1% dei genitori è cosciente di non sapere che cosa facciano i figli in Rete, mentre oltre un figlio su 10 è convinto che i suoi genitori non abbiano idea di ciò che fa mentre naviga.

Il risultato è che molti ragazzi ammettono di cambiare schermata, per nascondersi, quando ci sono adulti in giro e gli adulti sospettano che questo accada, ma in misura minore di quanto in realtà i figli lo facciano effettivamente. Nell’anonimato del sondaggio, il 13% dei ragazzi italiani confessa di consultare siti destinati a un pubblico adulto quando nessuno vede. E nel mondo il 33% degli adolescenti compie acquisti in Rete senza il consenso dei genitori. Il rischio è che i ragazzi, in balia di sé stessi, combinino guai o vadano incontro a esperienze negative: l’accidente più diffuso è il computer di famiglia infestato di virus, ma se va male si corre il pericolo di cadere vittime di veri e propri reati.
L’1% dei genitori italiani afferma di non sapere che cosa fanno i figli in Rete. L’11% dei ragazzi italiani, invece, ritiene che i propri genitori nulla sappiano delle attività dei figli in Internet. Il 19% dei genitori sospetta che i figli cambino il loro modo di agire on-line quando i genitori osservano e il 36% dei ragazzi ammette di comportarsi diversamente quando i genitori sono nei paraggi. Il 36% dei ragazzi è rimasto vittima di reati on-line e il 59% ha vissuto situazioni spiacevoli, percentuali maggiori di quelle sospettate dai genitori. Il 13% dei ragazzi italiani ammette di visitare siti destinati a un pubblico adulto quando i genitori non ci sono. Il 33% dei ragazzi nel mondo compie acquisti in Rete all’insaputa dei genitori
Proprio per dare una mano alle famiglie in fatto di controllo e per aiutarle a stabilire con i figli regole condivise, Symantec ha messo in Rete un programma scaricabile gratuitamente, scegliendo la versione free, dal sito https://onlinefamily.norton.com/familysafety/basicpremium... che consente di monitorare le ricerche dei ragazzi e di capire quanto tempo trascorrono in Rete e che cosa ci fanno, con la possibilità di mettere un filtro ai contenuti ritenuti inadatti in base all’età e alle esigenze.

20/01/2012

Cinque passi alla Chiesa Nuova

home_festadi Luciano Giustini | 19 gennaio 2012

Cronaca di una catechesi un po' particolare tenuta qualche sera fa in una storica parrocchia di Roma sul tema del cambiamento nella Chiesa.

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa sull'esperienza dei "Cinque Passi al Mistero", il ciclo di conferenze di catechesi che padre Maurizio Botta, sacerdote oratoriano di origine biellese in forze alla Chiesa Nuova a Roma (San Filippo Neri, il santo della gioia, vi dice qualcosa?), organizza da qualche anno. L'iniziativa è riassumibile in modo semplice: un dono prezioso per la Chiesa e per i fedeli. Con qualche peculiarità che vale la pena di approfondire.

Lo schema di massima di ogni incontro è  caratterizzato dalla tempistica - sorprendentemente breve trattandosi di incontri a tema religioso -  e dallo stile, ritmato dai tre tempi di mezz'ora (misurati con clessidra): un primo tempo di catechesi sul tema della serata; un secondo tempo di risposta alle domande  - raccolte in forma scritta ed anonima dai volontari, ed un eventuale terzo tempo per chi vuol rimanere e  sentire  le risposte alle domande restanti. Il tutto condotto con istrionica efficacia comunicativa da Padre Botta, dotato di microfono e di leggio.
Seguendo l'introduzione scritta all'indirizzo Web dell'iniziativa - "Perché chi crede deve saper difendere le sue ragioni. Chi non crede ha il diritto di fare le sue domande ed esporre i suoi dubbi!" - non si può non rimanere interessati da tale innovatività: è ciò che è successo a me. Invitato da un'amica religiosa, è  più di un anno, ormai, che seguo le sue conferenze, e devo dire che ogni volta esco  convinto che ne è  valsa la pena, anche se non sempre sono d'accordo con lui. Questo fa parte del gioco, e anche padre Botta lo sa, gestendo gli argomenti in modo da rivolgersi a chi ha fede ma anche di chi non ce l'ha: ponendo interrogativi, provocando le coscienze, dando risposte.

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19/01/2012

"Vergine a 30 anni" il best seller 2011

Virgendi Raffaella Frullone, 19.1.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-vergine-a-...

Uno dei best sellers dell’anno appena concluso in Venezuela, parla di castità. Nel paese caraibico, dove l’età del primo rapporto sessuale è scesa a 10 anni e dove le giovanissime vendono al miglior offerente “la prima volta”, a fare successo è un libro che riscopre il valore desueto della verginità.
Edito dal gruppo Planeta e al momento disponibile solo in spagnolo, “Virgen a los 30” ovvero “Vergine a 30 anni” è scritto da una giornalista dal fisico mozzafiato. Con il suo 90-60-90 e il suo metro e 75 centimetri di altezza, Vivian Sleiman lavorava come modella, una carriera decisamente promettente che la portò, nel 2001 ad un passo dal concorso di Miss Venezuela, che a sua volta le avrebbe aperto le porte allo scintillante mondo della moda e dello spettacolo.

In quel giorno di 11 anni fa che per la prima volta Vivian si sente svilita, quando un giurato le propone "una scorciatoia" per vincere la gara di bellezza, un compromesso grazie al quale la giovane modella avrebbe potuto ottenere facilmente la corona del concorso, se avesse rinunciato alla cosa più intima che poteva donare. Rifiutando ha detto addio al mondo delle miss.

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17/01/2012

Il secondo annuncio. La grazia di ricominciare

WWW.VINONUOVO.IT di venerdì 13 gennaio 2012

(a cura di Maria Teresa Pontara Pederiva)

Enzo Biemmi: la sfida di riconciliare con la Chiesa e con il Vangelo

 Se "il primo annuncio della fede rappresenta l'anima di ogni azione pastorale" (Educare alla vita buona del Vangelo, 40), il secondo annuncio è la declinazione concreta del primo all'interno della situazione quotidiana della nostra realtà, a partire dalle parrocchie. Ne è convinto fratel Enzo Biemmi - specializzato in pastorale e catechesi e in storia delle religioni e antropologia religiosa a Parigi - e lo scrive in Il secondo annuncio. La grazia di ricominciare, il suo ultimo lavoro (EDB 2011). La sua visione di partenza è quella del realismo obiettivo: "è cambiato praticamente tutto". L'antico paese o quartiere è diventato ormai il villaggio globale. In un minuto i ragazzi sono in contatto col mondo intero, il mondo è un supermarket, il paese non educa più, ma il paese è tutto fuorché cristiano. Scuola e famiglia seguono a ruota: "anche nelle famiglie ancora unite, ogni giorno si cerca di comporre una melodia educativa e ogni sera si prende atto di qualche stonatura". "Si tratta semplicemente di capire che siamo entrati in una fase di grande transizione culturale, nella quale gli equilibri precedenti si sono disgregati. Nessuno resta fuori da questa situazione e a nulla serve cercare il colpevole. 

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16/01/2012

FIGLI DEL CASO o FIGLI DI DIO ?

Fonte: Antonio Socci, Indagine su Gesù, Rizzoli 2008, p.9-20

Da dove viene la vita? Secondo Fred Hoyle (noto anticlericale) «le probabilità che un processo spontaneo metta insieme un essere vivente sono analoghe a quelle che una tromba d’aria, spazzando un deposito di robivecchi, produca un Boeing 747 perfettamente funzionante».

Emblematico è il caso di Antony Flew, un filosofo che è stato un portavoce mondiale dell’ateismo scientifico. Nel 2004 dichiarò pubblicamente di essersi convinto dell’esistenza di Dio e che questa sua certezza è basata sull’evidenza scientifica.

Consideriamo il Bing Bang che ha dato origine all’universo. La potentissima esplosione di luce che ha fatto espandere un infinitesimale grumo di pura energia fino alle dimensioni attuali dell’universo è una cosa strepitosamente simile al primo atto della creazione raccontato nella Genesi: il “fiat lux” di Dio.

Col Bing Bang abbiamo scoperto che il tempo, lo spazio e la materia ebbero origine in quell’istante, circa 15 miliardi di anni fa. Arno Penzias, premio Nobel per la fisica per aver scoperto la radiazione cosmica di fondo (cioè “l’eco del Big Bang”) dice: «Non c’è un “prima” del Bing Bang, perché prima non esistevano tempo, spazio e materia».  Dunque tutto è nato in un preciso istante e da un’origine inafferrabile che sta fuori dal tempo, dallo spazio, dalla materia e dalle leggi fisiche che regolano questo universo.

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