Halloween? Festeggiamo piuttosto… HOLY WIN!

Il 31 ottobre torni ad essere la vigilia della solennità di Ognissanti e non più una ricorrenza celtico-pagana

di Sabrina Pietrangeli Paluzzi, 20.10.10, http://www.lottimista.com/sacro/910-halloween-festeggiamo-piuttosto-holy-win.html

Anche quest’anno si avvicina la fatidica data in cui ‘normalmente’ si festeggia Halloween… Tradotto in altro modo, si avvicina il tempo della lotta per molti genitori cristiani concentrati a tamponare le richieste dei figli circa il permesso di travestirsi da scheletri, le banalizzazioni di parenti, amici o conoscenti (“ma che c’è di male? È solo un gioco innocente…!”) e, cosa ancor peggiore, il placet pubblicitario, mediatico, sociale e, purtroppo, educativo, stando a quanto vediamo nei libri scolastici dei nostri figli, già da piccolissimi.

È un problema che la maggioranza dei cattolici non vede come tale, spesso per mancanza di conoscenza, o per non essere tacciati di integralismo. Che Facebook si schierasse a favore di questo evento c’era da aspettarselo: è inquietante però che arrivi al punto di mettere le mani sulla mia bacheca personale e cancellare non soltanto un mio post, il quale chiariva la vera natura di Halloween, ma anche quello di un’amica che lo aveva a sua volta condiviso nella propria bacheca. Parlando con questa utente, che subito mi ha contattata per denunciare la cosa, ho scoperto che già altre volte gli amministratori di Facebook si erano presi la libertà di rimuovere dei post ‘scomodi’ come quello che criticava l’uso degli inceneritori attraverso cui vengono eliminati i feti abortiti assieme ai rifiuti ospedalieri. Un caso o una vera manipolazione mediatica?

Per tornare ad Halloween, anche l’esser stati convocati dalla preside per dei chiarimenti in quanto, come genitori, avevamo fatto semplice richiesta di esimere nostro figlio di sette anni dal memorizzare filastrocche sul tema, ritagliare zucche e fantasmini per farne collane decorative e altre cose del genere, ha acuito la “puzza di zolfo” che avevamo già iniziato a sentire. E stando alle innumerevoli seccature a cui vado incontro da quando ho iniziato a trattare il tema, posso sinceramente asserire che satana sarà sì un cherubino disoccupato, ma quando vuole sa darsi un gran da fare…
Tornando a questa divertente festicciola, dopo accurata ricerca su Internet ho scoperto molti risvolti curiosi. L’origine di questa festa popolare pre-cristiana riguarda le popolazioni tribali che utilizzavano la data del 31 ottobre per dividere l’anno in due parti, in base alla transumanza del bestiame che necessitava di riparo per l’avvicinarsi dell’inverno. In Europa questa ricorrenza si diffuse grazie ai Celti, anche se le maggiori influenze ci pervengono dagli Stati Uniti e dal Canada. I Celti usavano festeggiare la fine dell’estate con il Samhain, il loro Capodanno. Samhain cadeva, secondo la loro tradizione, in un momento fuori dalla dimensione temporale, che non apparteneva né all’anno vecchio né al nuovo: in quel frangente il velo che divideva la terra dai morti si assottigliava e i vivi potevano accedervi e viceversa.
I Celti non temevano le visite dei morti ed erano soliti lasciare loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza. Inoltre non credevano nei demoni, ma nelle fate (che consideravano buone) e negli elfi, dei quali temevano la pericolosità per gli scherzi (parecchio cattivi!) che usavano fare agli uomini. Da qui il famoso “dolcetto o scherzetto” che ha come scopo il “tenersi buoni” gli spiriti cattivi. Questa frase, in sostanza, la dovrebbero ripetere con voce cavernosa i nostri figli, bussando ad almeno tredici porte per allontanare la sfortuna.
In varie località della Sardegna, nella stessa notte, vengono esercitati riti simili, mentre in Molise la pratica di far bussare i bambini alle porte per chiedere dolcetti viene chiamata “l’anim’ de lu murt”. Le sette sataniche usano compiere i loro riti approfittando proprio di questa particolare notte. L’usanza di porre una zucca intagliata con una faccia minacciosa e la candela accesa all’interno è finalizzata a scoraggiare i morti a portare i vivi con loro.
La Chiesa Cattolica, e con essa ogni religione cristiana, ha da sempre preso posizione precisa contro questo tipo di festività. Fu Papa Bonifacio IV che nel 610 istituì una festa antagonista conosciuta oggi come Ognissanti, che veniva però celebrata il 13 maggio di ogni anno; in seguito la data fu spostata al 31 ottobre da Papa Gregorio III per farla coincidere con quella di Halloween e porla in alternativa a quest’ultima.
Padre Gabriele Amorth, famoso decano degli esorcisti, afferma senza remore che “festeggiare Halloween è rendere culto a Satana”. Stando a tali indicazioni, ogni cristiano, e il cattolico in modo particolare, dovrebbe riflettere su questo, porsi domande e soprattutto imparare a gestire la cosa educando anche i propri figli sulla differenza tra spiritualità e spiritismo.
Ed ora una proposta. A queste famiglie – la cui spinta al festeggiamento di Halloween suppongo  tragga origine dal desiderio di fare qualcosa di carino in comunione con altri – proponiamo di festeggiare gioiosamente qualcosa di alternativo: festeggiate… HOLY WIN (i Santi vincono!). La sera del 31 ottobre riunitevi in casa, anche in piccoli cenacoli di più famiglie se volete, e leggete brani della Bibbia, commentandoli. Cantate inni al Signore, celebrate una festa del perdono, condividendo quali sono le vostre sofferenze e quali le aspirazioni, e pregate tutti insieme. Fate come suggerito di recente dai vescovi inglesi e travestite i vostri figli… da santi! Invece di truccarli da zombie o da streghe, trovate loro costumi che li trasformino per una sera in tanti piccoli San Francesco e San Giorgio, tante piccole Santa Lucia e Santa Chiara. Passate una serata nella gioia! Non rispondete al suono del campanello, e fuori dalla porta attaccate un cartello: “NO HALLOWEEN. NON SUONATE, SIAMO CRISTIANI”.

Tutto quello che non ci dicono su Halloween
Di Giuliano Guzzo (del 19/10/2010 @ 09:01:40, in Attualità, linkato 271 volte) http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=2075

L’affare è colossale – 300 milioni, euro più euro meno – e spazia dal traffico di zucche alla vendita di cappelli da strega, canini vampireschi e mille altre diavolerie. Ma non è pecuniario, per quanto esorbitante, l’aspetto sul quale dovrebbero riflettere gli 8 milioni di italiani che tra poco festeggeranno Halloween, bensì religioso; anzi, diabolico. A dispetto delle buone intenzioni con le quali asili, scuole e persino parrocchie a breve apriranno le loro porte a quella che ritengono un’innocua carnevalata, l’appuntamento in questione, infatti, oltre ad essere l’inizio del calendario celtico, rappresenta anche la più importante festa delle sette sataniche. Parola di Anton Lavey (1930-1997), fondatore della Chiesa di Satana, il quale ha messo inoltre in chiaro come non ci sia alcuna “differenza fra magia “bianca” e “nera” tranne nella presuntuosa ipocrisia, presunta legittimità e autoinganno del praticante di magia “bianca” (A. Lavey, The Satanic Bible, New York 1969, p. 110).

Il 40% dei giovani che, secondo un’indagine di Telefono Antiplagio, festeggia la notte delle streghe con dichiarate simpatie verso il mondo magico è dunque avvertito: si rischiano brutti incontri. Gli scettici, come al solito, sorrideranno nel leggere queste righe, ma il pericolo è reale: il 16% delle persone avviate all’esoterismo – che poi è l’anticamera del satanismo – ha esordito, a detta del Servizio antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII , proprio durante Halloween. Qualcosa vorrà pur dire. Non per nulla Doreen Irvine, prostituta passata per anni al satanismo e convertitasi poi al Cristianesimo, su Halloween è stata piuttosto esplicita: se i padri sapessero il significato di questa festa, ha detto, non la nominerebbero nemmeno davanti ai loro figli.

Non è un mistero, dopotutto, che il 31 ottobre cada uno dei quattro sabba, e non uno qualsiasi bensì il peggiore, quello più inquietante. Infatti, mentre i primi tre segnano i tempi delle stagioni “benefiche” – il risveglio della terra dopo l’inverno, il tempo della semina, il tempo della messe -, il quarto inaugura l’arrivo dell’inverno e, portando freddo, fame e morte, celebra la “sconfitta” del sole. Anche per questo la notte 31 ottobre, già capodanno dei Celti – che erano soliti celebrarla come la notte di Samhaim, alias “il Signore della morte, il Principe delle Tenebre”, convinti dell’apertura delle porte annwn (regno degli spiriti) e sidhe (regno delle fate) – è rimasto come il capodanno degli stregoni; di qui l’attivismo satanico fatto di incursioni nelle chiese, furti di ostie consacrate e roghi di rosari.

Com’è avvenuto un anno fa nella chiesetta di San Lorenzo a Tempio, in Sardegna, dove poco prima dell’alba dell’1 novembre un gruppo satanisti ha pensato bene di bruciare delle immagini sacre, poi rinvenute dai vigili del fuoco e del parroco locale, don Gianni Sini, guarda caso esorcista della diocesi. Nella cosiddetta “notte delle streghe” se la vedono brutta anche i felini, spesso vittime di inquietanti sacrifici: lo scorso autunno scorso, proprio in questi giorni, un esercito di volontari animalisti operativo in Lombardia, Toscana e Umbria ha tratto in salvo 71 gatti neri verosimilmente destinati ai rituali delle messe nere. Appare assai incauto, dunque, insistere con le bonarie minimizzazioni di Halloween, che di fatto con l’”All Hallows’Eve day” – letteralmente la “vigilia d’Ognissanti” – non c’entra nulla. E che, proprio per la sua natura di appuntamento quanto meno equivoco, merita d’essere guardato dai cristiani con particolare attenzione; e tenuto a debita distanza: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro» (Isaia 5,20).

Tutt’altra cosa, rispetto a quelle sin qui ricordate, è la Festa di Ognissanti. In origine l’idea fu di un monaco sassone, Alcuino di York, che volle cristianizzare all’insegna della santità e della comunione dei santi la già ricordata festa celtica di Samain. Un’intuizione teologica, questa, ripresa poi, su richiesta di Papa Gregorio IV, dall’imperatore Ludovico il Pio. Ma fu soltanto secoli dopo – precisamente nel 1475 – e grazie al pontefice Sisto IV, che la festività di Ognissanti divenne obbligatoria in tutta la Chiesa. E non mancarono, coi secoli, ulteriori metamorfosi, ma ciò che qui è importante ricordare è che quella di Ognissanti è una ricorrenza secolare, teologicamente importante, mentre l’Halloween che conosciamo oggi, oltre – e scusate se è poco – a fare il gioco dei satanisti, si configura come una festa commercializzata e diffusa solo recentemente: perfino le grandi enciclopedie – dall’Enciclopedia cattolica (1948-1954) al Grande Dizionario enciclopedico (1935), dal Grande Dizionario della lingua italiana (1972) alla Grande Enciclopedia universale Atlantica (1982) – fino a ieri la ignoravano. Oggi invece tutti la conoscono ma solo pochi, purtroppo, si rendono conto di che cosa sia veramente. Una ragione in più per aprire gli occhi alla gente, in particolar modo a chi ricopre il delicato compito di educatore e animatore dei più giovani. Che notoriamente sono il bersaglio preferito di chi ha le peggiori intenzioni.

Halloween? Festeggiamo piuttosto… HOLY WIN!ultima modifica: 2010-10-23T22:28:00+02:00da borgosotto
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