Festa della mamma

… Anche in carcere si celebra la festa della mamma, di quelle splendide eroine che campeggiano statuarie fuori dalle sbarre per stringere una mano, carezzare la barba, baciare quel figlio del quale si prova evidente nostalgia. Le loro occhiaie stanche parlano di fatiche e lunghi viaggi, le loro rughe raccontano di notti insonni e pensieri vagabondi, nelle loro scarpe ci sono andate e ritorni senza più certezze. Sono donne speciali, le mamme dei carcerati, perché donne capaci di rimetterli al mondo due volte: la prima volta quando li fecero entrare in questo spendido palcoscenico dell’esistenza, la seconda volta quando, il giorno dopo un misfatto, si sono rimboccate le maniche e han trovato il coraggio di scendere pure loro negli inferi delle galere; per amare quei figli quando forse meno se lo meritavano. Loro hanno capito che è proprio quello il momento in cui hanno più bisogno.

 
Secondo il tredicesimo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo di Save the Children, il Niger è diventato il Paese peggiore al mondo dove essere madre, raccogliendo questo drammatico testimone dall’Afghanistan, che ha occupato l’ultima posizione nei 2 anni precedenti. La Norvegia si conferma invece al primo posto, in una classifica che comprende 165 Paesi e tiene conto di fattori come la salute, l’istruzione e lo stato economico e sociale delle madri, insieme ad indicatori della condizione infantile quali salute e alimentazione. L’Italia è scesa in 2 anni dal 17° al 21° posto e non è stata capace di segnare nell’ultimo anno progressi significativi.
La distanza abissale che separa le condizioni di donne e madri e dei loro figli tra il primo e l’ultimo paese della classifica ben rappresenta le enormi disparità esistenti tra i paesi più sviluppati del pianeta e quelli più poveri.

 

Domenica sarà la Festa della mamma. Ma, come scriviamo sul numero di maggio di Combonifem magazine, l’Italia non è un Paese per mamme. Basterebbe soffermarsi sui numeri che riguardano la maternità per capire il perché di quest’affermazione: in Italia lavora solo una donna su due; alla nascita del primo figlio una su tre è costretta ad abbandonare il proprio posto di lavoro. 
In occasione della Festa della mamma, che si celebra il 13 maggio, la Fondazione Ismu di Milano presenta una ricerca sulla maternità delle donne straniere in Italia.
Comunicato stampa Ismu a cura di Laura Zanfrini, responsabile settore Economia e Lavoro della Fondazione ISMU
Festa della mammaultima modifica: 2012-05-13T08:33:46+02:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento